{"id":932,"date":"2020-02-18T12:51:59","date_gmt":"2020-02-18T12:51:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wakeuptest.it\/wlevacanze\/?p=932"},"modified":"2020-02-18T12:51:59","modified_gmt":"2020-02-18T12:51:59","slug":"sei-tu-mia-madre-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/sei-tu-mia-madre-2\/","title":{"rendered":"Sei tu mia madre?"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;27px|||||&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;1px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/sei-tu-mia-madre.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; width=&#8221;39%&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Titolo della pubblicazione:<\/strong> Sei tu mia madre?<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sottotitolo:<\/strong> Un\u2019opera buffa<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Autore:<\/strong> Alison Bechdel<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Editore:<\/strong> Rizzoli Lizard<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>anno di pubblicazione:<\/strong> 2012<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>ISBN:<\/strong> 9788817058667<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Recensione a cura di Silvia Liberati<\/strong><br \/>In Sei tu mia madre? Un\u2019opera buffa, per i tipi di Rizzoli Lizard, Alison Bechdel recluta il lettore in un impegnativo percorso nella sua autobiografia, che come in un gioco di specchi, riflette sul rapporto con la madre, raccontando della stesura dell\u2019autobiografia in cui riflette sul rapporto con il padre, Fun Home. Una tragicommedia familiare.Una graphic novel che, desaturata nelle tinte ed essenziale nel tratto, sembra assumere una caratteristica di narrazione sostanzialmente catartica, con l\u2019implicita pretesa di rendere il lettore complice della sua elaborazione.Il racconto si snoda all\u2019interno del travagliato rapporto con la madre che viene messa di fronte alla notizia che sua figlia sta scrivendo una storia illustrata sul padre, nel quale viene reso manifesto e pubblico il loro infelice rapporto di coppia, la sua dichiarata omosessualit\u00e0 e il suo suicidio.Con un andamento da seduta analitica, i sette capitoli sono introdotti ognuno da un sogno della Bechdel che poi trova nel racconto che ne segue una via interpretativa esaustiva ed illuminante che si conclude con l\u2019eco della mente impegnata nel compito della riflessione.La psicoanalisi in verit\u00e0 \u00e8 un elemento centrale di tutta la novella, che \u00e8 piena di richiami alle teorie Winnicottiane, a partire dal titolo di ogni capitolo, e Freudiane, ma che non disdegna dotte citazioni di altri illustri analisti.Winnicott, in particolare, sembra essere la chiave di volta del suo lavoro, il sostegno che le ha permesso di intraprendere la via della elaborazione attraverso la divulgazione come fosse necessario rendere manifesta una nudit\u00e0 ed un disarmo con la recondita aspettativa di comprensione ed appoggio da parte di una collettivit\u00e0, altrimenti irraggiungibile.A Fun Home segue, cinque anni pi\u00f9 tardi, Sei tu mia madre?, ed in quest\u2019ordine sembra una resa dei conti, verso il padre e la madre, ma senza desideri di rivalsa, solo con la ricerca di una forma elaborativa pi\u00f9 affine all\u2019oggetto da elaborare: cos\u00ec, mentre Fun Home persegue riferimenti letterari, con la sensazione che l\u2019autrice voglia elaborare il rapporto col padre attraverso una caratterizzazione del personaggio, in Sei tu mia madre? il ricorso alla psicoanalisi, ed anche alle sue personali analisi, sembra essere, in una ideale scala evolutiva del trauma, una forma che la richiama ad una maggiore responsabilit\u00e0 personale del lavoro che l\u2019aspetta. La sua stanza di analisi rimane aperta al lettore, restituendogli alle volte anche un senso di pudore o comunque l\u2019impressione di origliare impropriamente contenuti che avrebbero dovuto essere intimi.Ma \u00e8 proprio questa la posizione che l\u2019autrice invita ad assumere nella lettura, rendendo il lettore complice del suo lavoro analitico ed offrendo la possibilit\u00e0 di creare un rapporto tanto speciale e di vicinanza con la novella.I giudizi, spesso spietati verso la madre, che per\u00f2 nel racconto \u00e8 anche tanto compresa nel suo non poter essere stata la madre desiderata dalla figlia e neanche la donna desiderata da se stessa, rendono la sua esperienza affettiva potabile: c\u2019\u00e8 una facilit\u00e0 a sentirsi rappresentati da questo sguardo sul materno, perch\u00e9 nella sua dolorosa durezza non pu\u00f2 non essere che teneramente sincero.Compagno di viaggio, sempre presente, \u00e8 Winnicott, che ha tutte le risposte, sa tutte le strade e scioglie ogni nodo, ed in questa forma idealizzata sostiene e foraggia un lavoro coraggioso di elaborazione del rapporto con un materno che sfugge ad ogni desiderio di riparazione, costringendola a tornare alla propria ferita.La ricerca della madre si snoda con compostezza a partire dalla perdita dell\u2019incanto di una Allison bambina, passando per la rabbia nutrita nei confronti dei suoi genitori, constatando l\u2019attualit\u00e0 del danno patito e l\u2019incomunicabilit\u00e0 con una madre insufficientemente presente al suo ruolo, fredda verso i suoi bisogni, comunque ostracizzati.L\u2019impossibilit\u00e0 ad identificarsi con quella madre sfuggente e narcisisticamente ripiegata su di s\u00e9 ed il tentativo di Allison di sfuggire alla minaccia dell\u2019ombra e dell\u2019oblio che la sua condizione di femmina sembra riservargli, forse sono anch\u2019essi i motori di questa messa in opera.Una vena ironica percorre tutto il racconto che cos\u00ec non cede mai all\u2019autocommiserazione.Piuttosto la narrazione, che in un crescendo rinnova continuamente le interpretazioni e le attribuzioni di significato, ad un certo punto incontra la sua epifania nella accettazione della umana sorte di dover ridimensionare le proprie aspettative alla realt\u00e0, \u201c[\u2026] Qualunque cosa volessi da mia madre, lei non poteva darmela e basta, non era colpa sua. E quindi non era colpa mia se non ero in grado di suscitarla. [\u2026]\u201d (p. 228), e nell\u2019incontro con il limite e con il lutto, trova la possibilit\u00e0 di riconoscere il confine.Il confine, infine, designa l\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;27px|||||&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;1px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/sei-tu-mia-madre.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; width=&#8221;39%&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;] Titolo della pubblicazione: Sei tu mia madre? 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