{"id":952,"date":"2020-02-18T13:04:49","date_gmt":"2020-02-18T12:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.wakeuptest.it\/wlevacanze\/?p=952"},"modified":"2020-03-20T16:36:57","modified_gmt":"2020-03-20T15:36:57","slug":"la-nascita-della-intersoggettivita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/la-nascita-della-intersoggettivita-2\/","title":{"rendered":"La nascita della intersoggettivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;27px|||||&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;1px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/la-nascita-della-intersoggettivita-1537.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; width=&#8221;27%&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Titolo della pubblicazione:<\/strong> La nascita della intersoggettivit\u00e0<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sottotitolo:<\/strong> Lo sviluppo del s\u00e9 tra psicodinamica e neurobiologia<\/p>\n<p><strong>Autori:<\/strong> Massimo Ammaniti, Vittorio Gallese<\/p>\n<p><strong>Editore:<\/strong> Raffaello Cortina Editore<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>anno di pubblicazione:<\/strong> 2014<br \/><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>ISBN:<\/strong> 9788860306562<\/p>\n<p><strong>Recensione di Ippolito Bonanno<\/strong><\/p>\n<p>Va subito detto, per dissipare dubbi nel lettore, che questo lavoro affronta la \u201cnascitadell\u2019intersoggettivit\u00e0\u201d nel senso dello sviluppo ontogenetico delle strutture psichiche atte ametterci in relazione con l\u2019altro, quindi riguarda lo sviluppo del S\u00e9, e non la nascita dellaclinica psicoanalitica intersoggettiva che conosciamo attraverso i lavori di Stolorow, Atwood, Stern, Ogden e molti altri analisti statunitensi, anche se naturalmente l\u2019orientamento di costoro prende le mosse proprio dalla ricerca moderna sullo sviluppo della matrice intersoggettiva di cui questo libro parla.E\u2019 un libro in cui due correnti di ricerca tendenzialmente separate e distinte, come laclinica psicoanalitica e gli studi neurobiologici trovano una confluenza fruttuosa. MassimoAmmaniti \u00e8 uno studioso di formazione psicoanalitica che ha dedicato il lavoro di una vita alla clinica e alla ricerca sulla psicopatologia dello sviluppo. Vittorio Gallese \u00e8 uno dei pi\u00f9autorevoli neuroscienziati contemporanei, fondatore della teoria della simulazione incarnata e tra i principali ricercatori che hanno contribuito alla scoperta dei neuroni specchio.Dai tempi in cui Sigmund Freud tentava, nel \u201cProgetto di una psicologia scientifica\u201d,(1895) di legare le conoscenze neurofisiologiche alla spiegazione del funzionamento psichico \u00e8 passato molto tempo. Egli stesso dovette constatare l\u2019insufficienza delle conoscenze del tempo per essere applicate e poter corroborare l\u2019approccio psicoterapeutico da lui ideato agli inizi del secolo scorso, pertanto il \u201cprogetto\u201d fu abbandonato anche se con la previsione e l\u2019auspicio che l\u2019approccio neurologico potesse in futuro ricongiungersi con quello psicoterapeutico.Che cosa \u00e8 avvenuto in questi cento anni? La psicoanalisi ha gradatamente spostato ilfocus della propria disciplina sempre di pi\u00f9 dall\u2019Edipo alle prime relazioni oggettuali;dall\u2019interpretazione del rimosso di una memoria semantica all\u2019attenzione sul transfert dimemorie procedurali di un inconscio non rimosso; dalla considerazione delle forze pulsionali ai precocissimi condizionamenti reciproci della coppia madre-figlio; da una concezione di un neonato egocentrico e quasi autistico a un bambino gi\u00e0 competente alla relazione sin dalle sue prime ore di vita. La neurobiologia dal canto suo si \u00e8 avvalsa, nel corso degli anni, di strumenti scientifici che gli hanno consentito di penetrare in modo sempre pi\u00f9 approfondito nel microcosmo anatomico dell\u2019organismo. Dall\u2019analisi delle cellule nervose si \u00e8 passati all\u2019analisi molecolare di quest\u2019ultime, dalle considerazioni neuroanatomiche effettuate ad occhio nudo del cervello si \u00e8 passati a un\u2019analisi del suo funzionamento complessivo tramite le moderne tecniche di neuroimaging.<br \/>Nasciamo veramente autistici? La nostra identit\u00e0 personale precede la capacit\u00e0 di relazioni intersoggettive? Il linguaggio umano pu\u00f2 essere ridotto al suo aspetto sintattico trascurandone la sua essenza dialogica? Nell\u2019essere umano c\u2019\u00e8 qualcosa di qualitativamente speciale nella sua capacit\u00e0 di rappresentazione dell\u2019altro o si tratta solo di una conseguenza del suo sviluppo intellettivo quantitativamente superiore rispetto a tutti gli animali? Per la prima volta forse la ricerca neurologica con la sua metodologia inevitabilmente riduzionista e la ricchezza dell\u2019esperienza dell\u2019incontro su cui si basano le osservazioni psicoanalitiche possono incontrarsi su un terreno fecondo.<br \/>La \u201crivoluzione\u201d intersoggettiva, vede i suoi probabili precursori in Melanie Klein col concetto di identificazione proiettiva e Donald Winnicott con la sua celebre frase: \u201cil bambino che guarda la madre e vede s\u00e9 stesso nei suoi occhi\u201d, ed anche naturalmente nella psicologia del S\u00e9 di Einz Kohut, ma un forte richiamo ai temi dell\u2019intersoggettivit\u00e0 lo troviamo soprattutto nel filosofo Martin Buber col suo libro \u201cL\u2019Io e il Tu\u201d.Certo, lo psicoanalista si \u00e8 formato nell\u2019ambito di una teoria in cui campeggiano la primapersona (nel senso dell\u2019Io e dell\u2019introspezione) e la terza persona (ovvero come gli altri miappaiono e interagiscono con me) mentre l\u2019approccio intersoggettivo sospinge ora l\u2019attenzione sulla seconda persona del discorso, sottolineando la natura fortemente appunto intersoggettiva dello strutturarsi dell\u2019apparato psichico. In un\u2019ottica psicodinamica possiamo dire che questa nozione sposta ulteriormente il focus dell\u2019attenzione clinica (che era stata precedemente spostata dall\u2019Io al S\u00e9) ora dal S\u00e9 al Noi (We-ness). L\u2019inconscio rimane il cardine della psicoanalisi, ma nella sua declinazione intersoggettiva appare come un inconscio anche esoprattutto relazionale, cos\u00ec come resta la dinamica del desiderio ma al posto del desiderio rimosso del soggetto sembra sostituirsi il desiderio dell\u2019altro, assorbito nella memoria implicita ed episodica del soggetto. L\u2019idea di fondo che ispira questo lavoro \u00e8 che le continue interazioni reciproche tra bambino e caregiver (tradizionalmente inteso come \u201cmadre\u201d, ma che in linea conl\u2019orientamento attuale qui si include anche il \u201cpadre\u201d) sin dai primi giorni di vita, generano un processo che conduce alla realizzazione di un sistema psichico volto alla comprensione della mente dell\u2019altro. Tale sistema ha delle connotazioni non solo psicologiche dedotto in astratto o dal comportamento osservato ma rilevabili in termini neuro anatomici.Va specificato che in quest\u2019opera confluiscono non solo i contributi della psicologiadinamica e delle neuroscienze. ma anche quelli di discipline psicologiche diverse da quelle psicodinamiche come quelle cognitive: la visione dell\u2019uomo come \u201celaboratore d\u2019informazioni\u201d ha condotto a una impressionante quantit\u00e0 di ricerche su come l\u2019individuo impara a farsi una idea del funzionamento mentale dell\u2019altro, (la cosiddetta \u201cTeoria della mente\u201d). Queste ricerche hanno scavato a fondo nella complessit\u00e0 dello sforzo dell\u2019individuo di comprensione dell\u2019altro, sforzo visto come la realizzazione di una mappatura sostenuta da una incessante e precocissima attivit\u00e0 metarappresentazionale. E\u2019 proprio sulla scia di questa ricerca cognitiva che \u00e8 iniziata la feconda collaborazione con le neuroscienze nell\u2019individuazione delle aree cerebrali interessate alla realizzazione della Teoria della mente.Secondo Gallese, alla base della \u201clettura\u201d della mente altrui vi \u00e8 l\u2019intercorporeit\u00e0, il presupposto della continuit\u00e0 biologica tra noi e gli altri. Sin dal concepimento \u201cabitiamo\u201dletteralmente nel corpo della madre ed una volta nati \u00e8 attraverso il corpo che andiamo incontro agli oggetti. In questa visione \u00e8 il sistema motorio a fornire i \u201cmattoni\u201d con cui costruiamo le nostre abilit\u00e0 sociali. I neonati, grazie alla dotazione neurale individuabile tra le aree motorie e quelle visive, sviluppatasi negli ultimi mesi di gestazione, sono in grado di imitare i gesti eseguiti dal caregiver adulto posto di fronte a loro. Questa abilit\u00e0 insieme ad altri riflessi e capacit\u00e0 elementari rendono possibile la realizzazione di comportamenti reciproci col caregiver tipici dei primi mesi di vita.A partire dalle notazioni di Spitz sul sorriso automatico che un neonato fa in risposta allapercezione di un volto umano, ci si \u00e8 gradatamente resi conto di come le capacit\u00e0 imitativedegli esseri umani, e persino nei primati, sono estremamente e sorprendentemente efficienti sin dai primi giorni di vita. Di fronte ad un soggetto che compie una azione noi possiamo osservarlo ed imitarlo oppure semplicemente osservarlo. Nel primo caso si attiva realmente il movimento grazie alla via cortico-spinale, nel secondo caso il movimento \u00e8 inibito, ma le componenti neuronali cerebrali sono comunque attivate, anche se parzialmente. In questo caso abbiamo una simulazione dell\u2019azione invece che la sua realizzazione. Ci\u00f2 avviene anche quando immaginiamo di compiere una data azione.I neuroni specchio sono parte di un sistema neurale che si attiva quando noi e gli altri facciamo qualcosa. A fianco di una pi\u00f9 distaccata valutazione in terza persona di ci\u00f2 cheosserviamo negli altri, nell\u2019individuo si evocano delle rappresentazioni interne e in formato corporeo delle azioni e delle emozioni percepite nell\u2019altro. Come se l\u2019individuo che percepisce stesse lui stesso eseguendo quelle azioni o vivendo quelle emozioni. E\u2019 questa in sintesi la teoria della simulazione incarnata, che viene considerata la base per una teoria dell\u2019intersoggettivit\u00e0. Secondo questa teoria, di fronte ad un altro che esperisce una certa cosa non \u00e8 che necessariamente esperiamo in modo specifico la sua esperienza ma di certo esperiamo l\u2019altro come una persona che ha esperienze simili alle nostre. Inoltre un dato molto interessante \u00e8 che pi\u00f9 l\u2019azione osservata rientra nel nostro repertorio di azioni, cio\u00e8 ci \u00e8 familiare, e pi\u00f9 la risposta neuronale \u00e8 anticipata e forte. Mentre la risposta \u00e8 debole e ritardata di fronte ad azioni non consuete.Da un punto di vista adattivo e funzionale, tutto questo sembra fortemente collegato con la realizzazione di un apparato per prevedere anticipatamente l\u2019azione. Ma \u00e8 evidente che questo \u00e8anche collegato con la realizzazione di un apprendimento dell\u2019emotivit\u00e0 a partire dalla lettura delle espressioni dell\u2019altro, secondo un meccanismo descritto da Gergely e Watson come biofeedback sociale. Questo apprendimento sar\u00e0 quindi collegato con la previsione dell\u2019azione altrui. Una visione questa in cui la nozione comportamentista di imitazione e quella psicoanalitica di introiezione si compenetrano. Ma ritroviamo in questa descrizione anche anche una spiegazione in termini neurologici dello sviluppo di quello che tradizionalmente viene definita in psicologia sociale come atteggiamento ed in psicologia dinamica come interiorizzazione dell\u2019oggetto.Gli autori sottolineano i legami tra l\u2019approccio intersoggettivo e la teoria dell\u2019attaccamento.I forti punti di contatto che quest\u2019ultima ha con l\u2019etologia la rendono adeguata ad una ricerca su un tema psicologico che coinvolge aspetti neurofisiologici. Va per\u00f2 considerato che, mentre la teoria dell\u2019attaccamento si fonda sulla ricerca del senso di sicurezza che un bambino piuttosto inerme ha verso il caregiver, l\u2019approccio intersoggettivo vede un protagonista pi\u00f9 attrezzato e competente volto alla realizzazione di scambi interattivi con il caregiver necessari alla mutua regolazione affettiva. Il libro contiene una vasta descrizione degli eventi prenatali e postnatali connessi con la determinazione delle basi neurobiologiche del fenomeno dell\u2019intersoggettivit\u00e0. In tale direzione si procede ad una disamina delle principali ricerche in merito agli eventi cruciali dell\u2019alba dello sviluppo ontogenetico del bambino: il desiderio e l\u2019attesa del bambino; le modificazioni biologiche e psicologiche della madre in gravidanza; la descrizione del costrutto di attaccamento materno-fetale, le modificazioni dello sviluppo cerebrale di madre e bambino in relazione agli scambi relazionali della diade; il ruolo del padre, la cogenitorialit\u00e0 e l\u2019interazione triangolare; l\u2019importanza della sincronia, della contingenza e della condivisione dell\u2019attenzione; gli effetti dello stress genitoriale, del maltrattamento e della trascuratezza.La lettura di questo libro, per il clinico, oltre a costituire una occasione per conoscere lostato attuale delle dell\u2019Infant Research, ha anche il pregio di mostrare una rivisitazione inchiave neurobiologica di concetti classici o attuali tra cui la rappresentazione del desiderio e la percezione dell\u2019oggetto di Freud, gli oggetti interni kleiniani, la depressione anaclitica di Spitz, la preoccupazione materna primaria di Winnicott i modelli operativi interni di Bowlby, la sintonizzazione di Stern e la mentalizzazione di Fonagy.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;27px|||||&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; custom_padding=&#8221;1px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/la-nascita-della-intersoggettivita-1537.jpg&#8221; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243; width=&#8221;27%&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.3.2&#8243;] Titolo della pubblicazione: La nascita della intersoggettivit\u00e0 Sottotitolo: Lo sviluppo del s\u00e9 tra psicodinamica e neurobiologia Autori: Massimo Ammaniti, Vittorio Gallese Editore: Raffaello Cortina Editore anno di pubblicazione: 2014 ISBN: 9788860306562 Recensione di Ippolito Bonanno Va subito detto, per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":905,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=952"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":224065,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/952\/revisions\/224065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/media\/905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.laboratoripsicoanalitici.it\/alpes\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}